Jonas Brothers vr.
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You Just Don't Know It, one shot - Aloha From Hell
view post Posted on 4/1/2009, 23:58P_QUOTE
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Restless nights but Lullabies
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Song by Jonas Brothers - You Just Don't Know It


• You Just Don't Know It •

You just don't know it
It's getting hard to say hello
You just don't know it
I'm on the edge of crossing the line
I don't want to blow it, or show it
Before you know you're mine


Ecco che un’altra noiosa giornata è cominciata. E oggi piove, oltretutto. Questa mattina non volevo saperne di alzarmi, si stava così bene sotto le coperte. O almeno finché mamma non ha accesso la luce della mia camera e mio fratello non vi ha fatto irruzione a mo’ di uragano. A volte mi chiedo se lo fanno apposta e se addirittura si mettono d’accordo per rompermi le scatole già al mattino presto. Per colpa loro si è interrotto un sogno bellissimo! In realtà non lo ricordo molto bene, ma ricordo la protagonista e questo basta per rendere meraviglioso anche il più terribile degli incubi.
Oddio, cosa ho detto?! Sono diventato sdolcinato da quando… da quando… non riesco nemmeno a dirlo. Ma mi fa un brutto effetto questa cosa. Certo, quella affermazione è niente in confronto a certi pensieri che mi sono scoperto a fare negli ultimi giorni. Non che io sia uno di quelli che si creano la maschera da “duro e ribelle”, so essere dolce se voglio. Tuttavia, non posso fare a meno di provare vergogna ogni tanto. Che ci posso fare, sono pur sempre un ragazzo.
Solo una cosa è riuscita a tirarmi giù dal letto anche questa mattina, cioè la consapevolezza che l’avrei vista poco dopo, a scuola. Chissà come andrà oggi: riuscirò a dirle quello che provo oppure, come mi riduco a fare da molti mesi ormai, ricaccerò tutto dentro e fingerò di essere un semplice amico? Staremo a vedere; ma sono davvero molto vicino all’oltrepassare quella linea, quella dell’amicizia. Non potrò tenere repressi i miei veri sentimenti ancora per molto.

Oh, you won't see me break
Won't make that mistake, oh no
I'll just walk away
There too much at stake right now
I go on and on
Singing this song about you
And that's what's wrong with this song


Scendo velocemente dall’autobus e corro sotto la pensilina della scuola per ripararmi dalla pioggia incessante. Appoggio lo zaino a terra e mi sistemo contro una delle porte a vetri sempre chiusa. Estraggo l’iPod dalla tasca dei jeans e scorro le canzoni, cercando una delle mie preferite. Lo faccio sempre mentre la aspetto. Mi aiuta a restare tranquillo e mi ricorda una dei momenti più magici che ho vissuto con lei. Rimango così, sostenuto dalla porta mentre fisso insistentemente la strada, in attesa. Finisce la canzone, ma lei non è ancora arrivata. Comincio a preoccuparmi. Se fosse stata male, se fosse successo qualcosa? Guardo il cellulare, ma non ci sono né chiamate né messaggi. Mi avrebbe avvertito di sicuro se ci fossero stati problemi.
Proprio mentre formulo queste frasi nella mia mente suona la campana. Alla prima ora c’è tedesco, se arrivo tardi la professoressa mi interrogherà di certo. Mi costringo ad entrare nell’edificio, nonostante la mia volontà sia quella di aspettarla. Anche all’infinito, se necessario. Tuttavia, recupero lo zaino e apro la porta. Mi blocco pochi secondi dopo, sentendo una voce famigliare chiamarmi.
- Feli! Felix aspettami! – grida. Mi volto e la vedo correre dalla mia parte. Guarda a terra, attenta a non scivolare, ma appena alza lo sguardo il suo viso si illumina e mi regala uno splendido sorriso. Cerco di non rimanere imbambolato come mi accade spesso, ricambiando il sorriso e abbracciandola. Insieme poi corriamo per i corridoi cercando di non arrivare tardi a lezione.
Si, perché lei oltre ad essere la più bella ragazza che abbia mai visto, è anche la mia compagna di classe. E non solo: è la mia migliore amica. Ci conosciamo da quando andavamo all’asilo. Per questo ho paura di dirle quello che sento. La nostra amicizia secolare potrebbe rovinarsi per sempre, per colpa mia. Non potrei mai perdonarmelo. Come potrei? Non riuscirei più ad alzarmi la mattina, non riuscirei più a vivere. Senza la sua compagnia, il suo sorriso, la sua voce. No, non ce la farei.
Intanto la lezione è iniziata, ma non ascolto una sola parola. Scarabocchio sul quaderno e nella mia testa ripeto senza sosta il ritornello di quella canzone. Mi ci sono davvero fissato, che ci posso fare. Entro in fissa facilmente, in particolare per qualcosa che riguarda lei.
Probabilmente è un atteggiamento sbagliato: più ascolto la canzone, più il mio pensiero si concentra sui ogni minimo particolare del suo atteggiamento, dei suoi movimenti, di tutto. È sbagliato, insomma… se voglio preservare il nostro legame devo tornare sui miei passi. Ma quella canzone…
Ecco cosa è sbagliato: la canzone. Si, si. È questo che è sbagliato. Lo è perché “la canzone” (ormai sembra diventata una presenza, una persona. Non prendetemi per pazzo!) mi ha teso una trappola. Ed io ci sono cascato in pieno.

Can you feel it?
In the way I look at you
Girl, can you hear it?
I'm crying out inside
I don't want to see you
Be near you
You're a million miles too close


- Vivien e Julia, è il vostro turno, venite ad esporre la relazione alla classe. – ordina la professoressa di biologia. Mi volto di scatto verso di lei, che sta seduta qualche banco dietro di me. Lo so, è agitatissima. Riesco persino a percepirlo. Così quando si avvicina al mio banco per raggiungere la cattedra, le accarezzo dolcemente il braccio. Lei si volta dalla mia parte, mordendosi il labbro inferiore a causa del nervosismo. Per rassicurarla le stringo la mano e le sussurro che andrà benissimo, non deve preoccuparsi. Lei stringe la mano a sua volta e annuisce energicamente. Poi si allontana.
Incredibile come un semplice contatto possa farmi battere così forte il cuore. Martella talmente tanto che ho quasi paura che anche gli altri riescano a sentirlo. Davvero, non riesco a controllarlo. Ma io che colpa ne ho? Sono solo succube di una magia, un incantesimo che mi ha fatto lei. Reagisco di conseguenza.
Ancora sorridendo mi appoggio con il gomito sul banco e la seguo con lo sguardo. Chissà come mai, ma questa lezione sembra più interessante delle altre. Non mi perdo una parola di quello che esce dalle sue labbra delicate, non perdo un movimento dei suoi capelli, che morbidi ondeggiano quando si volta alla sua destra, passando la parola alla compagna di sventura. Mi perdo a fantasticare su quel sorriso, così luminoso. Noto che gesticola molto quando parla e tutto ciò la rende ancora più dolce. Sospiro. Se non si è ancora capito, mi sto lentamente sciogliendo.
Salto sulla sedia quando improvvisamente sento la campanella suonare. È finita anche l’ora di biologia. Non me ne sono accorto. Vivien tutta contenta corre verso di me e mi abbraccia. È decisamente più rilassata ora, lo si capisce dal fatto che ha cominciato a parlare a macchinetta. Faccio fatica a starle dietro, cambia discorso troppo rapidamente e io sono troppo addormentato. Ogni tanto annuisco, ma in realtà sono su un altro mondo. E sto cercando, di nuovo, di trattenere il mio cuore all’interno della cassa toracica.
Vivi è sempre così pericolosamente vicina a me, non so cosa mi trattenga dal liberarmi di questo peso al petto e fare qualcosa. E poi: non nota niente di strano in me? Insomma, mi sembra di essere cambiato un po’, eppure non se ne accorge. Non vede i miei sguardi, non vede i miei segnali. Sembra accecata. In qualche modo riuscirò restituirle la vista.
Questi pensieri si sono affollati nella mia testa per il resto della mattinata. Diciamo che mi hanno aiutato a non accorgermi del tempo che passava, sono contento che sia finita. Così io e Vivi possiamo starcene un po’ soli, mentre torniamo a casa. Aspetto che finisca di sistemare lo zaino e insieme usciamo dalla classe e dall’edificio. Ma appena varchiamo la soglia del muro che circonda la scuola la vedo schizzare in avanti.
Sapete quando mi sono chiesto cosa mi trattenesse dall’agire? Ecco cosa, anzi CHI, mi trattiene: Kris. Quel rapper, se così si può definire, biondo ossigenato che è comparso dal nulla davanti alla scuola. E ricordate quando ho detto che sembra accecata? Bene, l’unica cosa che vede è lui, Kris! Sempre quel rapper biondo ossigenato, la brutta copia di Eminem. Quello che ora la sta trattenendo a sé, accarezzandole la fronte, mentre lei gli racconta il magnifico risultato ottenuto a biologia.
Potrei benissimo esserci io al suo posto. Saprei di sicuro trattarla meglio e darle tutte le attenzioni che merita. Purtroppo, però, non mi è concesso avere questa fortuna. E questa consapevolezza mi smonta ogni volta.
Quindi raccolgo i miei pezzi, saluto velocemente e mi incammino verso casa. Da solo. Percorro la strada a sguardo basso, conscio che lei è sempre così pericolosamente vicina, ma più lontana di quanto pensassi.

You don't know the way I feel
So I'll stay alone


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Gif © solo per me, non toccare ù.ù

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